<rss version="2.0"><channel><title>Unione Naturisti Campania  Associazione affiliata FENAIT Lista notizie</title><item><title><![CDATA[INIZIATIVE UNI-CAMPANIA alla sua nascita]]></title><link><![CDATA[http://www.unionenaturisticampania.it:80//Default.aspx?pg=0c1582d4-0f94-4c74-a8e9-d3274111dc31&detail=25a78f1f-4f31-462f-80a9-8090d229bc3a#c83194ca-2592-4fc6-97be-3413788e9956]]></link><description><![CDATA[<div class="postbody">Dopo attenti sopralluoghi e contatti con le autorità locali, l'UNI Campania ha avviato le seguenti iniziative:<br />
- negoziato per l'ufficializzazione della spiaggia del Tronchetto, sita a Marina di Camerota. La maggioranza del consiglio comunale si è espressa in senso positivo, anche se ha proposto all'UNI di riservare ai naturisti una spiaggia un po' oltre, più riparata; nei prossimi giorni è previsto un nuovo incontro tra il presidente ed il sindaco;<br />
- individuazione di aree per il naturismo nella zona di Sorrento/Massalubrense/Positano (in merito si è deciso di svolgere un raduno naturista a Tordigliano; si valuteranno anche  Capo di Sorrento e Conca dei Marini);<br />
- sopralluoghi effettuati nelle zone della Foce del Sele (Sa) e della Foce del Garigliano (Ce), dove viene da tempo segnalata la presenza di naturisti, ma senza incontrarne alcuno<br />
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Al tempo stesso proseguono le ricerche di un centro benessere, di un agriturismo e di una piscina per giornate/serate naturiste.<br />
 Una piscina (in provincia di Caserta) si è detta disponibile a partire dal prossimo autunno, ma al momento i giorni proposti (la domenica o inizio settimana) non sono stati ritenuti convenienti.<br />
 Seguiranno novità.</div>
<br clear="all" />]]></description></item><item><title><![CDATA[ARTICOLO APPARSO SU REPUBBLICA DEL 10 AGOSTO 2008]]></title><link><![CDATA[http://www.unionenaturisticampania.it:80//Default.aspx?pg=0c1582d4-0f94-4c74-a8e9-d3274111dc31&detail=ef2cdb8f-9e95-4aec-b8e1-79794a90b660#c83194ca-2592-4fc6-97be-3413788e9956]]></link><description><![CDATA[Repubblica — 10 agosto 2008 pagina 9 sezione: NAPOLI <br />
In riva al mare i bagnanti prendono tranquillamente il sole. Alcuni parlano tra loro mentre altri addentano i panini. Scene di vita al mare in una calda giornata d' agosto sulla spiaggia di Tordigliano, a due chilometri da Positano. Niente di anomalo a parte il fatto che i bagnanti sono naturisti: uomini e donne che abbracciano una pratica di vita rivolta alla salute e al benessere del corpo e che vivono la nudità nel rispetto della natura e degli altri esseri viventi. In attesa dell' evento previsto per il prossimo settembre, ai Bagni della Regina Giovanna a Sorrento, i naturisti in Campania rompono la cortina del silenzio. Oltre alla spiaggia in Costiera ci sono altri lidi conosciuti e frequentati da coloro che sono comunemente chiamati nudisti. Mete rappresentative o addirittura considerate storiche o leggendarie, come la via Krupp, a Capri, e la Spiaggia del Ciclope, a Marina di Camerota. Ma è nel tratto di costa tra Amalfi e Sorrento che si trovano le spiagge più frequentate: da Capo di Conca, vicino alla Grotta dello Smeraldo, fino a Conca dei Marini, passando per la Scogliera della Regina Giovanna a Massa Lubrense. A Napoli i naturisti fanno il bagno a Posillipo, a Calata Trentaremi o Grotta dei Tuoni, ma questa pratica si svolge con discrezione anche su alcune rocce a Marechiaro. In realtà, qualunque luogo presenti l' opportunità di mettersi a nudo senza creare imbarazzo o fastidio ai bagnanti più "costumati", può diventare un sito naturista. Luoghi incontaminati che per questo stile di vita rappresentano «la possibilità di liberarsi dai vincoli del progresso, per recuperare l' autenticità del rapporto con se stessi e con gli altri», spiega Francesco De Gennaro, presidente della neonata sezione della Campania dell' Unione naturisti italiani (Uni). Nel mese scorso è stato organizzato un evento, proprio a Tordigliano, per permettere agli iscritti di incontrarsi. Finora ufficialmente ne sono trenta, ma in Campania i simpatizzanti sono in tutto centocinquanta. Ancora troppi però i pregiudizi che accompagnano questa pratica, anche se i numeri dicono altro. In Europa si calcolano circa venti milioni di persone collegate a seicento strutture tra campeggi, villaggi turistici e lidi: di cui in Spagna ne sono duecento e in Francia, la più ricca, circa centocinquanta. «In Italia siamo cinquecentomila. Qui il naturismo è molto diffuso, ma spesso è tenuto segreto o svolto individualmente e quasi senza consapevolezza», aggiunge Barbara Caccavale, segretaria della sezione, «anche perché le spiagge dedicate al naturismo sono siti tollerati e non legittimati». Considerata, spesso ingiustamente, una pratica impudica e promiscua, viceversa ha come statuto il rispetto degli altri e la fiducia nel senso civico delle persone. Tutto ebbe inizio in Germania, negli anni Venti del Novecento, con la Nacktkultur, cultura della nudità. Bandito dal nazismo - nonostante alcuni esponenti ne facessero parte come la stessa Eva Braun, poi moglie di Adolf Hitler - questo movimento, che intanto aveva preso il nome di Fkk sigla di Freikorperkultur, che significa "cultura del corpo libero", emigrò negli Stati Uniti, dove si sviluppò. In Italia è approdato negli anni Cinquanta sull' isola di Ponza e sulle spiagge di Focene, in provincia di Roma. Ma è solo nel 1964 che nasce l' Unione naturisti italiana e nel 1972 la Federazione naturista italiana, che fa riferimento a una più importante Federazione internazionale. Dopo l' iniziale boom, il naturismo in Italia ha subito un freno. «L' associazione intende promuovere un' informazione tesa ad abbattere i pregiudizi e proporre una legge regionale che dia la possibilità ai comuni di destinare alcuni spazi a questa pratica», continua De Gennaro, naturista da circa venticinque anni, che più volte si è scontrato con la legge per far valere i suoi diritti. Anche quando era segretario per la sezione laziale e ha condotto una battaglia che ha avuto esito felice, per la destinazione di una spiaggia nel Comune di Gaeta. Conclude De Gennaro: «Potrebbe essere un modo per incrementare un nuovo mercato del turismo nelle nostre zone». Per adesso in Campania ci sono solo spiagge, ma presto potrebbero nascere strutture ricettive come ce ne sono in altre regioni: l' Emilia Romagna, la Toscana, il Trentino, la Liguria, la Sardegna, il Piemonte, la Sicilia e la Calabria. Informazioni al sito www. unionenaturisticampania. it - ELDA ORETO]]></description></item></channel></rss>